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Mini-Irene supera la prova in Scirocco

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Mini-Irene supera la prova in Scirocco<img alt="" src="https://www.cira.it/PublishingImages/fine%20test.JPG" style="BORDER:0px solid;" />https://webauthoring.cira.it/it/comunicazione/Pages/Mini-Irene-supera-la-prova-in-Scirocco.aspxMini-Irene supera la prova in Scirocco<p style="text-align:justify;">Nei giorni scorsi è stata condotta con successo, presso SCIROCCO la galleria ipersonica al plasma del CIRA, la campagna di test sul Ground Demonstrator della capsula MINI-IRENE. </p><p style="text-align:justify;">Obiettivo principale del test era la qualifica termo-strutturale dello scudo termico dispiegabile, ovvero la dimostrazione della sua capacità di resistere alle condizioni estreme che si verificano durante la delicata fase del rientro in atmosfera. L'innovativo sistema di protezione termica è costituito da un Nose realizzato in materiale ceramico ed un telo sottile composto da vari strati di tessuto in fibra ceramica.</p><p style="text-align:justify;">Il test, della durata di circa 3 minuti, ha aperto la strada alla fase successiva, la realizzazione del Flight Demonstrator della capsula che verrà sottoposto ad una severa campagna di test ambientali presso il Laboratorio di Qualifica Spaziale del CIRA. Infine, il prossimo Novembre, presso il sito di lancio Europeo ESRANGE a Kiruna in Svezia, la capsula sarà lanciata, da un Sounding Rocket, su una traiettoria sub-orbitale con apogeo a 250 km di quota.</p><p style="text-align:justify;">Il progetto Mini Irene, nel quale il CIRA svolge l'importante ruolo di Prime Contractor e System Design nonché quello di Test Authority, è finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana nell'ambito dei programmi General Support Technology Programme (GSTP) di ESA ed ha come obiettivo finale quello di qualificare un sistema di dispiegamento e di protezione termica estremamente innovativo rispetto a quelli normalmente utilizzati sui velivoli di rientro. </p><p style="text-align:justify;">Il progetto, sviluppato assieme al consorzio campano ALI SCARL ed all'Università degli Studi di Napoli Federico II, ha il carattere di unicità sia per i materiali utilizzati che per il tipo di configurazione. La particolare forma ad ombrello di Mini Irene, con basso coefficiente balistico, consentirà in fase di rientro nell'atmosfera, di ridurre sia i carichi termici che quelli meccanici permettendo, quindi, l'utilizzo di sistemi di protezioni termiche estremamente leggeri e a basso costo perché disponibili sul mercato. Inoltre, la ridotta dimensione permessa dal meccanismo di dispiegamento, rappresenta un vantaggio in termini d'ingombro in fase di lancio.</p><p style="text-align:justify;">"Questa esperienza conferma il decisivo supporto del CIRA alle industrie nazionali e campane nella realizzazione di prodotti innovativi, con evidenti ricadute sulla competitività, lo sviluppo e l'occupazione. Il CIRA rappresenta un centro di aggregazione di competenze, infrastrutture e progettualità per il settore aerospaziale della Campania ed in particolare per le PMI ad alto contenuto tecnologico; con la sua rete di partner nazionali ed internazionali, di ricerca e industriali, il CIRA rappresenta un'opportunità di crescita internazionale per le aziende del territorio. Questo ruolo propulsivo sarà ancor più efficace grazie al profondo aggiornamento degli obiettivi strategici del Programma Nazionale di Ricerche Aerospaziali che potenzierà la dotazione infrastrutturale e lo sviluppo di nuove applicazioni aeronautiche e spaziali" - ha commentato il Presidente del CIRA, Paolo Annunziato, a conclusione del test.<br></p><p style="text-align:justify;">4 luglio 2018<br></p>2018-07-03T22:00:00Z

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